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Sommario
In
generale
Sezioni
del museo
Vecchie
fatture, azioni e obbligazioni fuori corso, cedole, cambiali,
assegni
d’epoca, ricevute di
pagamento e così via, costituiscono i documenti commerciali e finanziari in mostra nel
museo di economia aziendale.
Nei locali sono sistemati, inoltre, vari oggetti significativi della vita
aziendale, un archivio ricco di documenti e una bibliografia
specialistica.
La
raccolta museale, che rappresenta l’immagine di cinquecento anni di
lavoro del ragioniere, si propone finalità didattiche, culturali e
divulgative nel settore dell’economia aziendale.
Chiunque
può avvicinarsi con piacere e curiosità al mondo aziendale,
ripercorrendone le tappe fondamentali, grazie alla particolare funzione
didattica con cui é stata concepita l’attuale esposizione: illustrare
la storia economico-aziendale, dal 1500 al 2000, attraverso i documenti
commerciali e finanziari, seguendo il percorso evolutivo delle tecniche
contabili degli aspetti giuridici, economici, monetari, sociali,
istituzionali e della grafica.
Il
museo é situato nell’Istituto; considerando l’indirizzo specifico che
tende a delineare il profilo professionale di un esperto di economia
aziendale, la principale finalità é di natura didattica: favorire la
comprensione dei contenuti disciplinari ad indirizzo, grazie alla
continuità che lega l’attualità dei fatti economico-aziendali al loro
passato, attraverso le testimonianze scritte. Conoscere l’origine, le
differenze e il percorso tecnico-contabile, economico, giuridico di tali
documenti, permette di comprendere “come” e
“perché” si é giunti ai documenti di oggi, con una forte
valenza nell’apprendimento degli argomenti professionali e nella
formazione umana e culturale.
SEZIONI
DEL MUSEO
Unico nel suo genere in Italia, il museo espone circa 300 documenti
aziendali d’epoca messi in mostra in differenti sezioni, studiate con
criterio cronologico.
Il
percorso di visita inizia nella sezione dedicata alla “origine
ed evoluzione delle banche”, che ospita certificati di deposito e
vari documenti bancari, più una rassegna di monete e banconote italiane.
L’origine
delle banche risale ai tempi antichi, ma la nascita delle prime
istituzioni creditizie avviene nei secoli XIV e XV, soprattutto in
Toscana. La sala espone uno dei primi certificati di deposito bancario
proprio di questa regione.
La
visita prosegue nella sezione destinata al “commercio
e contabilità”. Il visitatore può prendere visione dei documenti
di contabilità delle aziende - dal 1500 ai giorni nostri- quali i libri
di crediti e debiti, fatture e note di vendita, lettere di cambio e
cambiali, dei documenti di trasporto , dei listini prezzi e dei volantini
pubblicitari.
Il
primo trattato di contabilità é stato pubblicato ad opera di Luca
Pacioli nel XVI secolo quando ancora la tecnica di
registrazione é
in continua evoluzione e sorgono e si diffondono strumenti
finanziari come l’assegno e la lettera di cambio. Nella sala sono
esposti una pagina di “vacchetta” del Cinquecento, una lettera di
cambio e un assegno del Seicento.
Si
giunge poi alla terza sezione “storia aziendale”,
ove sono esposti i certificati azionari e obbligazionari distinti in base
all’evoluzione del titolo e alle varie tipologie; una particolare
attenzione é riservata alle azioni
di aziende del territorio.
Le
azioni e le obbligazioni fuori corso rappresentarono il patrimonio di
molte famiglie o i loro risparmi, l’opera dei primi imprenditori
economici, determinando spesso grosse fortune o, al contrario, gravi
difficoltà. Sono state emesse da enti pubblici
o società fallite o non più esistenti e poi sono state a lungo
conservate in casseforti, vecchi cassetti o in archivi polverosi. Ora
tornano alla luce in una esposizione permanente come inoppugnabile
testimonianza del passato.
La
quarta sezione presenta la “storia del debito
pubblico italiano”; primeggiano i titoli del debito preunitario e
quelli che costituiscono la nascita del debito pubblico italiano, seguono
quindi i titoli più recenti. I documenti finanziari esposti permettono di
ripercorrere le vicende principali della storia d’Italia; una attenzione
particolare é riservata al periodo risorgimentale (spiccano fra tutti i
documenti con la firma di Giuseppe Garibaldi e di Carlo Armellini).
La
creazione del debito pubblico italiano risale al 1861, anno in cui é
proclamata l’unità d’Italia. I primi prestiti obbligazionari degli
Stati italiani preunitari sono emessi già nella prima metà
dell’Ottocento. Questi prestiti e quelli debito pubblico italiano
poi
sono costituiti sulla falsa riga del debito pubblico sorto in Francia con
Napoleone dopo la “rivoluzione francese”. Il primo documento esposto
é appunto un titolo del debito pubblico francese di fine Settecento.
L’ultima
sezione presenta una raccolta di autografi
di imprenditori e tra cui Achille
Lauro, Ferdinando Zoppas,
Bertagni, della F.O.
F.lli Bertagni Pastificio di Bologna, Petrin
Giobatta di Portogruaro, firme celebri su documenti commerciali e
finanziari tra cui:
Eugenio di Savoia, Gino
Luzzatto, Innocenzo Leopardi, Camillo Olivetti,
Carlo Erba, Leone
Wollemborg, il fondatore delle Casse Rurali in Italia, ecc.
A
corredo di questa escursione va segnalata in fine la rassegna di oggetti
che hanno caratterizzato il lavoro del ragioniere, in particolare sono
esposti gli strumenti di calcolo che permettono di effettuare una breve
storia del “numero” e del “calcolo”.
Il
Museo é aperto al pubblico tutti i giorni su prenotazione, facendo
riferimento alla segreteria dell’Istituto “G. Luzzatto” (tel.
0421/74815) chiedendo del curatore e responsabile prof. Patrizio Manoni.
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