ISIS "G. Luzzatto" - Portogruaro (VE) 
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               MUSEO DI ECONOMIA AZIENDALE

(a cura del prof. Patrizio Manoni)

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Sommario

In generale

Sezioni del museo

 

 

 

Vecchie fatture, azioni e obbligazioni fuori corso, cedole, cambiali, assegni d’epoca, ricevute di pagamento e così via, costituiscono i documenti commerciali e finanziari in mostra nel museo di economia aziendale. Nei locali sono sistemati, inoltre, vari oggetti significativi della vita aziendale, un archivio ricco di documenti e una bibliografia specialistica.

La raccolta museale, che rappresenta l’immagine di cinquecento anni di lavoro del ragioniere, si propone finalità didattiche, culturali e divulgative nel settore dell’economia aziendale.

Chiunque può avvicinarsi con piacere e curiosità al mondo aziendale, ripercorrendone le tappe fondamentali, grazie alla particolare funzione didattica con cui é stata concepita l’attuale esposizione: illustrare la storia economico-aziendale, dal 1500 al 2000, attraverso i documenti commerciali e finanziari, seguendo il percorso evolutivo delle tecniche contabili degli aspetti giuridici, economici, monetari, sociali, istituzionali e della grafica.

Il museo é situato nell’Istituto; considerando l’indirizzo specifico che tende a delineare il profilo professionale di un esperto di economia aziendale, la principale finalità é di natura didattica: favorire la comprensione dei contenuti disciplinari ad indirizzo, grazie alla continuità che lega l’attualità dei fatti economico-aziendali al loro passato, attraverso le testimonianze scritte. Conoscere l’origine, le differenze e il percorso tecnico-contabile, economico, giuridico di tali documenti, permette di comprendere “come” e  “perché” si é giunti ai documenti di oggi, con una forte valenza nell’apprendimento degli argomenti professionali e nella formazione umana e culturale.

 

SEZIONI DEL MUSEO

Unico nel suo genere in Italia, il museo espone circa 300 documenti aziendali d’epoca messi in mostra in differenti sezioni, studiate con criterio cronologico.

Il percorso di visita inizia nella sezione dedicata alla origine ed evoluzione delle banche”, che ospita certificati di deposito e vari documenti bancari, più una rassegna di monete e banconote italiane.

L’origine delle banche risale ai tempi antichi, ma la nascita delle prime istituzioni creditizie avviene nei secoli XIV e XV, soprattutto in Toscana. La sala espone uno dei primi certificati di deposito bancario proprio di questa regione.

La visita prosegue nella sezione destinata al commercio e contabilità”. Il visitatore può prendere visione dei documenti di contabilità delle aziende - dal 1500 ai giorni nostri- quali i libri di crediti e debiti, fatture e note di vendita, lettere di cambio e cambiali, dei documenti di trasporto , dei listini prezzi e dei volantini pubblicitari.

Il primo trattato di contabilità é stato pubblicato ad opera di Luca Pacioli nel XVI secolo quando ancora la tecnica di  registrazione é  in continua evoluzione e sorgono e si diffondono strumenti finanziari come l’assegno e la lettera di cambio. Nella sala sono esposti una pagina di “vacchetta” del Cinquecento, una lettera di cambio e un assegno del Seicento.

Si giunge poi alla terza sezione storia aziendale”, ove sono esposti i certificati azionari e obbligazionari distinti in base all’evoluzione del titolo e alle varie tipologie; una particolare attenzione é riservata alle azioni di aziende del territorio.

Le azioni e le obbligazioni fuori corso rappresentarono il patrimonio di molte famiglie o i loro risparmi, l’opera dei primi imprenditori economici, determinando spesso grosse fortune o, al contrario, gravi difficoltà. Sono state emesse da enti pubblici  o società fallite o non più esistenti e poi sono state a lungo conservate in casseforti, vecchi cassetti o in archivi polverosi. Ora tornano alla luce in una esposizione permanente come inoppugnabile testimonianza del passato.

La quarta sezione presenta la storia del debito pubblico italiano”; primeggiano i titoli del debito preunitario e quelli che costituiscono la nascita del debito pubblico italiano, seguono quindi i titoli più recenti. I documenti finanziari esposti permettono di ripercorrere le vicende principali della storia d’Italia; una attenzione particolare é riservata al periodo risorgimentale (spiccano fra tutti i documenti con la firma di Giuseppe Garibaldi e di Carlo Armellini).

La creazione del debito pubblico italiano risale al 1861, anno in cui é proclamata l’unità d’Italia. I primi prestiti obbligazionari degli Stati italiani preunitari sono emessi già nella prima metà dell’Ottocento. Questi prestiti e quelli debito pubblico italiano poi sono costituiti sulla falsa riga del debito pubblico sorto in Francia con Napoleone dopo la “rivoluzione francese”. Il primo documento esposto é appunto un titolo del debito pubblico francese di fine Settecento.

L’ultima sezione presenta una raccolta di autografi di imprenditori e tra cui  Achille Lauro, Ferdinando Zoppas, Bertagni, della F.O. F.lli Bertagni Pastificio di Bologna,  Petrin Giobatta di Portogruaro, firme celebri su documenti commerciali e finanziari tra cui: Eugenio di Savoia, Gino Luzzatto, Innocenzo Leopardi, Camillo Olivetti, Carlo Erba, Leone Wollemborg, il fondatore delle Casse Rurali in Italia, ecc.

A corredo di questa escursione va segnalata in fine la rassegna di oggetti che hanno caratterizzato il lavoro del ragioniere, in particolare sono esposti gli strumenti di calcolo che permettono di effettuare una breve storia del “numero” e del “calcolo”.

Il Museo é aperto al pubblico tutti i giorni su prenotazione, facendo riferimento alla segreteria dell’Istituto “G. Luzzatto” (tel. 0421/74815) chiedendo del curatore e responsabile prof. Patrizio Manoni. 

 

 

 

Alcune foto

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